Trofeo Gianfranco Bianchin

Il 4 novembre 1970 venne organizzata la prima edizione del Trofeo Bianchin in omaggio al ciclista Gianfranco Bianchin, giovane promessa del ciclismo trevigiano, che, al suo secondo anno da professionista, era tragicamente scomparso nell'estate dello stesso anno. Originario di Negare (Crocetta del Montello) ma ponzanese d'elezione, Gianfranco era deceduto il primo agosto 1970 a seguito d'una nuotata nel mare di Pescara, alla vigilia del Trofeo Matteotti.
La prima edizione fu corsa per Dilettanti 1. e 2. serie tra Paderno, Ponzano e Merlengo con il successo dell'azzurro Pietro Poloni (Padovani). L'anno successivo la corsa si sviluppò in due atti: la prova in linea da Crocetta (paese natale di Bianchin) a Ponzano vinta da Gino Chies (Crich) e la successiva crono andata a Federico Baldan (Pira Ravenna). Dal 1990 la corsa è entrata nel calendario internazionale e tra le edizioni indimenticabili presenti nel lussuoso albo d'oro da ricordare: il tricolore strada del 1979 con Giuseppe "Pino" Petito campione italiano davanti a Piersanti e Faraca, poi nel '90 è arrivato il successo in maglia iridata del bergamasco di casa Fior e Lucchetta Mirko Gualdi, reduce dal trionfo giapponese di Utsonomya, addirittura sui tricolori di Sartori e Menegotto; ecco quindi l'edizione del '97, quando un altro iridato come il napoletano Giuliano Figueras, altro big Zalf, mise la ruota davanti a quella del campione continentale Salvatore Commesso; infine il '99 ha segnato lo strapotere delle maglie azzurre indossate dal romano Leonardo Giordani e Paolo Tiralongo, entrati di forza nella storia della classica trevigiana di fine stagione. Di lì a pochi giorni, Leo Giordani andò a prendersi la maglia iridata sul circuito delle Torricelle a Verona. Nel 2004 il tricolore e campione europeo Giovanni Visconti non esitò a ribadire la sua superiorità andando a trionfare sull'ucraino Radchenko. Nel 2005 l'epica impresa dell'australiano Paul Crake, fuggito sul Tomba e rivisto dagli avversari solo al traguardo. Tante schegge di storia che il Bianchin continua a regalare.
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