31 luglio 1966 - Trofeo Alessandro Ferri
L'organizzazione della corsa è curata dalla Polisportiva Giornalai con la collaborazione della Rinascita di Rieti. La gara si svolge su un circuito di chilometri 20,500 da ripetersi per nove volte per un totale di chilometri 184,500. Il percorso prevede, cinque chilometri di salita, tre di falso piano, una lunga discesa ed un tratto di pianura. In definitiva un percorso meno duro del previsto.
Lo starter alle ore 8.26: i concorrenti sono 86, degli iscritti più noti mancano all'appello Santambrogio, Re e Fratisco. Il primo giro (percorso in 31') è caratterizzato da un allungo di Tosello e Scurti sulla salita di Belmonte (traguardo valido per il Gran Premio della Montagna). Sulla Canaccia, dove è situata la tribuna d'arrivo, i due fuggitivi transitano con 10" di vantaggio su Coloso e 22" sul grosso del gruppo guidato da Carbozza e Rota. Nel secondo giro, Tosello e Scurti, vengono raggiunti, prima da Coloso e successivamente dal gruppo: sotto il traguardo del secondo giro, il gruppo transita compatto guidato da Brunetti. Il terzo giro non muta la situazione e si conclude ancora a gruppo compatto.
Nel quarto giro (compiuto in 29'), Carbozza, Tendola, Frezza, Tosello, Giroli, Franzoni, Pecchielan, Di Caterina, Galazzi ed altri attaccano sulla salita di Belmonte e guadagnano una decina di secondi sul grosso; nel corso del quinto giro il tentativo si esaurisce e prende consistenza un attacco di Bramucci. Al termine del quinto giro, Bramucci conduce con 20" su Di Caterina e Tosello; quindi il gruppo a 55".
Nel sesto giro Bramucci è raggiunto da Sgarbozza, Frezza, Moncelli e Gattafone, i quali, al termine del giro, hanno 20" di vantaggio su Conti e Bozzi e 25" sul gruppo. Nel settimo giro, nella discesa della Capannaccia, Frezza e Benedetti ripartono all'attacco. A questi si uniscono anche Soldi, Giroli e Brunetti, ma, nel corso dell'ottavo giro, vengono ripresi.
L'inizio dell'ultimo giro vede tutti i migliori insieme, fatta eccezione per Panizza, che si è ritirato e Sgarbozza che accusa dolori alle gambe. Pisauri nella discesa gioca d'azzardo e riesce a guadagnare una cinquantina di metri; di li all'arrivo, una ventina di chilometri, il vantaggio del battistrada sale ad oltre un minuto per poi tornare sotto il minuto sulla coppia Reggi-Mancini, partiti in caccia quando all'arrivo mancavano ormai solo tre chilometri. Vittoria per Pisauri con il compagno Mancini, che dopo aver ben controllato l'azione di Reggi, in difesa del compagno e corregionale Pisauri (entrambi marchigiani), che conquista la piazza d'onore con una potente volata. Il gruppo, leggermente più attardato, è regolato in volata per il quarto posto da Soldi.
Lo starter alle ore 8.26: i concorrenti sono 86, degli iscritti più noti mancano all'appello Santambrogio, Re e Fratisco. Il primo giro (percorso in 31') è caratterizzato da un allungo di Tosello e Scurti sulla salita di Belmonte (traguardo valido per il Gran Premio della Montagna). Sulla Canaccia, dove è situata la tribuna d'arrivo, i due fuggitivi transitano con 10" di vantaggio su Coloso e 22" sul grosso del gruppo guidato da Carbozza e Rota. Nel secondo giro, Tosello e Scurti, vengono raggiunti, prima da Coloso e successivamente dal gruppo: sotto il traguardo del secondo giro, il gruppo transita compatto guidato da Brunetti. Il terzo giro non muta la situazione e si conclude ancora a gruppo compatto.
Nel quarto giro (compiuto in 29'), Carbozza, Tendola, Frezza, Tosello, Giroli, Franzoni, Pecchielan, Di Caterina, Galazzi ed altri attaccano sulla salita di Belmonte e guadagnano una decina di secondi sul grosso; nel corso del quinto giro il tentativo si esaurisce e prende consistenza un attacco di Bramucci. Al termine del quinto giro, Bramucci conduce con 20" su Di Caterina e Tosello; quindi il gruppo a 55".
Nel sesto giro Bramucci è raggiunto da Sgarbozza, Frezza, Moncelli e Gattafone, i quali, al termine del giro, hanno 20" di vantaggio su Conti e Bozzi e 25" sul gruppo. Nel settimo giro, nella discesa della Capannaccia, Frezza e Benedetti ripartono all'attacco. A questi si uniscono anche Soldi, Giroli e Brunetti, ma, nel corso dell'ottavo giro, vengono ripresi.
L'inizio dell'ultimo giro vede tutti i migliori insieme, fatta eccezione per Panizza, che si è ritirato e Sgarbozza che accusa dolori alle gambe. Pisauri nella discesa gioca d'azzardo e riesce a guadagnare una cinquantina di metri; di li all'arrivo, una ventina di chilometri, il vantaggio del battistrada sale ad oltre un minuto per poi tornare sotto il minuto sulla coppia Reggi-Mancini, partiti in caccia quando all'arrivo mancavano ormai solo tre chilometri. Vittoria per Pisauri con il compagno Mancini, che dopo aver ben controllato l'azione di Reggi, in difesa del compagno e corregionale Pisauri (entrambi marchigiani), che conquista la piazza d'onore con una potente volata. Il gruppo, leggermente più attardato, è regolato in volata per il quarto posto da Soldi.
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