3 aprile 1949 - Gent-Wevelgem
11a Edizione: 3 aprile 1949
Partecipanti: 166. Classificati: 40
L'auspicata anticipazione della data fu accolta e, per la prima volta, la corsa si disputò agli inizi d'aprile. Ma le novità non erano certo finite lì, perché il percorso fu ancora modificato con l'inserimento delle cote di Kruisberg e Kwaremont, che si andavano ad aggiungere a quelle della zona di Heuvelland, ovvero a Rodeberg e Vidaigeneberg con l'aggiunta dell'Helling van Mesen. Quel tracciato resterà poi costante fino al 1955.
Col 1949 si ebbe la tanto ricercata esplosione di iscritti, ed infatti furono ben 166 a partire da Gand, ma gli stranieri erano ancora troppo pochi per far decollare la corsa come patrimonio di tutto il ciclismo internazionale. Resta il fatto però, che tutti gli assi belgi ci furono, ed una corsa di un giorno, avente al via il meglio del ciclismo belga, rappresentava già una garanzia di qualità. La gara, nonostante la pioggia ed il vento, fu fedele alle aspettative.
Sul Rodeberg si formò al comando un gruppo forte di una quindicina di unità, che si spaccò in due ad una trentina di chilometri dal termine. Fra i sette al comando, anche l'ex iridato Marcel Kint, l'ex vincitore Declerck e il trionfatore uscente Ollivier. Il gruppetto andò al traguardo senza registrare consistenti tentativi di colpi di mano. Lo sprint fu lanciato lunghissimo da Albert Decin, che aveva vinto due settimane prima la Kuurne-Bruxelles-Kuurne, e quell'anticipo tagliò le velleità di "Pim" Ollivier. Ma non fu così per Andrè Declerck e, soprattutto, per il grande Marcel Kint che andò a vincere. La folla, accorsa numerosa come non mai, aveva così visto una delle tante variabili vincenti dell'Aquila Nera.
Partecipanti: 166. Classificati: 40
L'auspicata anticipazione della data fu accolta e, per la prima volta, la corsa si disputò agli inizi d'aprile. Ma le novità non erano certo finite lì, perché il percorso fu ancora modificato con l'inserimento delle cote di Kruisberg e Kwaremont, che si andavano ad aggiungere a quelle della zona di Heuvelland, ovvero a Rodeberg e Vidaigeneberg con l'aggiunta dell'Helling van Mesen. Quel tracciato resterà poi costante fino al 1955.
Col 1949 si ebbe la tanto ricercata esplosione di iscritti, ed infatti furono ben 166 a partire da Gand, ma gli stranieri erano ancora troppo pochi per far decollare la corsa come patrimonio di tutto il ciclismo internazionale. Resta il fatto però, che tutti gli assi belgi ci furono, ed una corsa di un giorno, avente al via il meglio del ciclismo belga, rappresentava già una garanzia di qualità. La gara, nonostante la pioggia ed il vento, fu fedele alle aspettative.
Sul Rodeberg si formò al comando un gruppo forte di una quindicina di unità, che si spaccò in due ad una trentina di chilometri dal termine. Fra i sette al comando, anche l'ex iridato Marcel Kint, l'ex vincitore Declerck e il trionfatore uscente Ollivier. Il gruppetto andò al traguardo senza registrare consistenti tentativi di colpi di mano. Lo sprint fu lanciato lunghissimo da Albert Decin, che aveva vinto due settimane prima la Kuurne-Bruxelles-Kuurne, e quell'anticipo tagliò le velleità di "Pim" Ollivier. Ma non fu così per Andrè Declerck e, soprattutto, per il grande Marcel Kint che andò a vincere. La folla, accorsa numerosa come non mai, aveva così visto una delle tante variabili vincenti dell'Aquila Nera.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
©2002-2026 Museo del Ciclismo Associazione Culturale ETS - C.F.94259220484 - info@museociclismo.it - Tutti i diritti riservati
I dati inseriti in archivio sono il risultato di una ricerca bibliografica e storiografica di Paolo Mannini (curatore dell'Archivio). Le fonti utilizzate sono svariate (giornali, libri, enciclopedie, siti internet, archivi digitali e frequentazioni sui vari Forum inerenti il ciclismo). Chiunque desideri contribuire alla raccolta dei dati, aggiunta di materiale da pubblicare o alla correzione di errori può farlo mettendosi in contatto con Paolo Mannini o con la Redazione.