21 marzo 1964 - Gent-Wevelgem

26a Edizione: 21 marzo 1964
Partecipanti: 111. Classificati: 70
Esattamente dieci anni dopo Rolf Graf, un altro straniero riuscì a vincere la Gand Wevelgem. E che vincitore: Jacques Anquetil!
Già il fatto di averlo visto ancora alla partenza, dopo il terzo posto conquistato nel 1959, aveva impreziosito l'osservatorio, ma poi, il poterlo ammirare durante una corsa che dimostrò di volere a tutti i costi, diede alla classica quel prestigio che anche il belga più nazionalista, era disposto a sottoscrivere come tale. L'edizione del 64, si dipanò veloce, densa di tentativi sempre rintuzzati dal grosso e, soprattutto, dalla "Guardia Rossa" di un Rik Van Looy, animato più che mai dalla volontà di diventare primatista assoluto della "Wevelgem". Sull'ultima erta, passata senza problemi dai big, al comando restò un folto gruppo di più di una trentina di unità. A meno di tre chilometri dal termine (con l'iridato Beheyt e Van Looy a marcarsi più che mai, vista l'idiosincrasia che s'era impossessata di loro dopo il fattaccio del Mondiale di Renaix), partirono Anquetil e Molenaers. I due litiganti si guardarono senza prendere l'iniziativa, lo stesso fece il pericoloso olandese Peter Post (che un mese dopo vincerà a tempo di record la Parigi Roubaix), ma per costoro, si incaricarono di inseguire, i luogotenenti dell'armata di Van Looy, ovvero Edgard Sorgeloos, Armand Desmet ed il giovane, ma già fortissimo, Edward Sels. Fu una lotta, perché il ritmo pazzesco di "Monsieur Chrono" Anquetil, trovò in Molenaers una grande spalla. Ed il belga collaborava a tutta, perché si sentiva più veloce dell'asso francese. Sul rettilineo di Wevelgem, si poté assistere ad un capolavoro di Anquetil, che fu capace di stroncare le velleità di Molenaers e di tirare al punto di non farsi superare dal rimontante drappello, dove Van Looy riuscì a precedere il nemico Beheyt, ma non andò oltre il 3° posto. Un ultimo chilometro davvero emozionante. Per Anquetil, il successo nella Gand Wevelgem, era il primo in una classica in linea.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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