9 aprile 1974 - Gent-Wevelgem

36a Edizione: 9 aprile 1974
Partecipanti: 160. Classificati: 86
Sulla "Wevelgem" del 1974 si potrebbe scrivere un romanzo, tale fu l'intensità e la grandezza della corsa. Il fatto che poi il vincitore non fosse un leggendario non può condizionarne il giudizio, in quanto costui giunse alla gara che sovente si definisce "della vita", lasciandosi alle spalle un mazzo di corridori da brivido, in grado di reggere, con la somma dei loro curriculum, qualsiasi confronto con la storia delle classiche e non solo. A ciò, va aggiunta la media incredibile e la giornata non favorevole. Tra l'altro, anche il percorso, sul quale per anni s'era dipanata linearità di scelte che facevano la Wevelgem corsa di media difficoltà, con la scelta di un lungo circuito da percorrere due volte, comprendente le asperità del Rodeberg, dello Zwarteberg e quella finale del Kemmelberg, non poteva certo considerarsi facilissimo. La gara, proprio sul primo passaggio sul Rodeberg, grazie ad uno scatenato Eddy Merckx, favorì la fuga di un drappello di 17 corridori, praticamente tutti i migliori, che scavarono il vuoto alle loro spalle. Per decine di chilometri il "Cannibale" tentò di disarcionare la compattezza del drappello, ed i big, uno alla volta, si "spuntarono" per reggere la ruota di Eddy. Nel gruppetto, intanto, il vecchio Raymond Poulidor si fece in quattro per proteggere le doti velocistiche del suo esso stesso anziano gregario, Barry Hoban.
All'ultimo chilometro, Merckx provò un ultimo incredibile seppur telefonato attacco, che fu retto a costo di uscire sfiniti da Eric Leman e Roger De Vlaeminck, con Hoban in quarta posizione e il francese Alain Santy in quinta. Merckx, nell'impossibilità di fare il vuoto, continuò la sua progressione impressionante fin sul traguardo, ed alla fine, uscendo al centro della carreggiata, il solo Barry Hoban riuscì a superarlo di quasi una bicicletta, mentre i prestigiosi connazionali furono umiliati.
Per il trentaquattrenne britannico, fu il coronamento di una carriera che proseguirà ancora per più di un lustro, anzi, quella vittoria fu un autentico capolavoro. Già, perché, dopotutto, il corridore britannico può dire di essere uno dei pochi ad essere riuscito a battere un Eddy Merckx al massimo.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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