15 aprile 1967 - Amstel Gold Race
2a Edizione (Helmond - Meerssen): 15 aprile 1967
I contrattempi e le deviazioni che contraddistinsero la prima edizione, consigliarono gli organizzatori, di spostare la partenza da Breda, città collocata su un nevralgico asse viario, alla meno "complicata" Helmond. L'arrivo, invece, fu confermato a Meerssen, mentre il percorso mantenne le caratteristiche dell'anno precedente, ma su un chilometraggio molto più ridotto: "solo" 213 chilometri. Rik Van Looy, Jan Janssen ed Eddy Merckx (non ancora "cannibale", ma già vincitore per la seconda volta consecutiva della Milano-Sanremo), furono le stelle della starting-list.
La corsa si mosse velocissima e, per questo, assai avara di azioni particolari. A circa tre quarti di gara, sull'allungo di Jos Van der Vleuten, si formò in testa un gruppetto di 11 corridori, la cui rappresentatività in termini di squadre, impedì un inseguimento convinto, anche se il vantaggio degli uomini in fuga restò sempre su limiti possibili al recupero.
Ciononostante, il drappello, sul quale furono tanti i tentativi di anticipare lo sprint, giunse a disputarsi la seconda edizione dell'Amstel Gold Race in volata.
Ad onor del vero fu una conclusione anomala, nel senso che lo sprint si consumò nel pieno delle azioni citate e si determinò su singole progressioni. D'altronde, più o meno tutti i componenti del gruppetto, non erano sprinter, ma passisti.
Da quel lotto, emerse il più quotato in termini di palmares, Arie Den Hartog, già vincitore due anni prima della Milano-Sanremo, che superò Cees Lute, vincitore della tappa Alessandria - Cuneo al Giro d'Italia '64, ed il neoprofessionista Harrie Steevens. I grandi attesi, Jan Janssen, Rik Van Looy, ed il giovanissimo Eddy Merckx, delusero.
I contrattempi e le deviazioni che contraddistinsero la prima edizione, consigliarono gli organizzatori, di spostare la partenza da Breda, città collocata su un nevralgico asse viario, alla meno "complicata" Helmond. L'arrivo, invece, fu confermato a Meerssen, mentre il percorso mantenne le caratteristiche dell'anno precedente, ma su un chilometraggio molto più ridotto: "solo" 213 chilometri. Rik Van Looy, Jan Janssen ed Eddy Merckx (non ancora "cannibale", ma già vincitore per la seconda volta consecutiva della Milano-Sanremo), furono le stelle della starting-list.
La corsa si mosse velocissima e, per questo, assai avara di azioni particolari. A circa tre quarti di gara, sull'allungo di Jos Van der Vleuten, si formò in testa un gruppetto di 11 corridori, la cui rappresentatività in termini di squadre, impedì un inseguimento convinto, anche se il vantaggio degli uomini in fuga restò sempre su limiti possibili al recupero.
Ciononostante, il drappello, sul quale furono tanti i tentativi di anticipare lo sprint, giunse a disputarsi la seconda edizione dell'Amstel Gold Race in volata.
Ad onor del vero fu una conclusione anomala, nel senso che lo sprint si consumò nel pieno delle azioni citate e si determinò su singole progressioni. D'altronde, più o meno tutti i componenti del gruppetto, non erano sprinter, ma passisti.
Da quel lotto, emerse il più quotato in termini di palmares, Arie Den Hartog, già vincitore due anni prima della Milano-Sanremo, che superò Cees Lute, vincitore della tappa Alessandria - Cuneo al Giro d'Italia '64, ed il neoprofessionista Harrie Steevens. I grandi attesi, Jan Janssen, Rik Van Looy, ed il giovanissimo Eddy Merckx, delusero.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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