6 aprile 1919 - Milano-Sanremo

12a Edizione: 6 aprile 1919
A guerra finita la "Sanremo" riprese subito quota in campo internazionale. Allo start accanto a tutti i migliori italiani, una bella pattuglia di stranieri, fra i quali, Egg, i fratelli Buysse, Godivier, Alavoine, De Ruyter e Verstraeten. Il favorito nei pronostici della vigilia, era per tutti Costante Girardengo, per quanto reduce da una lunga e pericolosa malattia come quella "spagnola", che tante vittime aveva fatto in Italia e in Europa. La corsa. Sulla salita del Turchino, evasero Gremo, Oliveri, Santagostino, Angelo Vay e Belloni che passarono nell'ordine, ma frazionati in cima. A Voltri, alle spalle di Gremo, che nel frattempo sulla spinta del leggero vantaggio sul culmine dell'ascesa, stava tentando l'assolo, passarono a due minuti Olivieri e Santagostino, ed a quattro, Girardengo e Oscar Egg, autori di una discesa incredibile. Dopo una serie di forature che colpirono più o meno tutti, sui primi "capi", Girardengo, riagguantò il compagno di squadra Gremo. I due si strinsero la mano: avrebbero collaborato. Sul Capo Berta però, una ulteriore foratura dell'Omino di Novi, diede via libera alla meritata vittoria di un Gremo che era stato solitario all'attacco per più di centocinquanta chilometri. Il torinese giunse così solo a Sanremo con un paio di minuti sul "Gira" e ad otto Olivieri, anticipando Azzini, completò la grande giornata della "Stucchi-Dunlop". Il migliore degli stranieri, il belga Lucien Buysse, finì solamente al decimo posto. Alla gioia di Gremo, si unì quella non inferiore di Girardengo, che poté dimostrare a sè stesso e agli avversari, di aver superato una malattia che gli aveva lasciato poche speranze per il proprio futuro di campione.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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