25 marzo 1928 - Milano-Sanremo
21a Edizione: 25 marzo 1928
Pietro Chesi, rientrato nei ranghi dopo l'esaltante successo del '27, si "risvegliò" proprio nella stessa Classicissima un anno dopo: fu l'animatore principale dei primi chilometri e chiuse sesto, piazzamento non certo disprezzabile. Ma la Milano-Sanremo del 1928, che riscontrò allo start 101 corridori, passò alla storia per uno dei più avvincenti duelli tra due dei massimi campioni del nostro ciclismo: Girardengo, 35 anni e quindi al tramonto, e Binda, 26 anni, in maglia iridata. All'aggressività ed alla potenza del più giovane, seppe porre riparo l'indomabile vecchio: leggermente distaccato sul Turchino, Girardengo riprese Binda e restò con lui, Negrini ed Olivieri sino sul Capo Berta. In quello che per tanti anni era stato uno dei punti cruciali della corsa, Binda attaccò di nuovo a fondo: Girardengo mollò, ma al suo fianco restò una spalla preziosa., Negrini. I due inseguirono disperatamente il Campione del Mondo, che pareva volasse verso la vittoria. Nel finale Costante lasciò l'ormai scarico compagno e, da solo, raggiunse Binda al Dazio di Sanremo e lo batté poi nella volata conclusiva, realizzando così la sesta vittoria, ed un primato ragguardevole. Sceso di bicicletta, Girardengo confidò: "Non potevo perdere oggi, ho dato tutto. Per l'intera corsa ho avuto nella mente l'incitamento che i miei figli mi hanno gridato quando siamo passati da Novi Ligure: vinci papa!". E Alfredo Binda, poco distante, non nascose la profonda amarezza che lo dominava, affermando: "È evidente che io non debba vincere mai la Sanremo". Il futuro però, non fu così nero per il corridore di Cittiglio.....
Pietro Chesi, rientrato nei ranghi dopo l'esaltante successo del '27, si "risvegliò" proprio nella stessa Classicissima un anno dopo: fu l'animatore principale dei primi chilometri e chiuse sesto, piazzamento non certo disprezzabile. Ma la Milano-Sanremo del 1928, che riscontrò allo start 101 corridori, passò alla storia per uno dei più avvincenti duelli tra due dei massimi campioni del nostro ciclismo: Girardengo, 35 anni e quindi al tramonto, e Binda, 26 anni, in maglia iridata. All'aggressività ed alla potenza del più giovane, seppe porre riparo l'indomabile vecchio: leggermente distaccato sul Turchino, Girardengo riprese Binda e restò con lui, Negrini ed Olivieri sino sul Capo Berta. In quello che per tanti anni era stato uno dei punti cruciali della corsa, Binda attaccò di nuovo a fondo: Girardengo mollò, ma al suo fianco restò una spalla preziosa., Negrini. I due inseguirono disperatamente il Campione del Mondo, che pareva volasse verso la vittoria. Nel finale Costante lasciò l'ormai scarico compagno e, da solo, raggiunse Binda al Dazio di Sanremo e lo batté poi nella volata conclusiva, realizzando così la sesta vittoria, ed un primato ragguardevole. Sceso di bicicletta, Girardengo confidò: "Non potevo perdere oggi, ho dato tutto. Per l'intera corsa ho avuto nella mente l'incitamento che i miei figli mi hanno gridato quando siamo passati da Novi Ligure: vinci papa!". E Alfredo Binda, poco distante, non nascose la profonda amarezza che lo dominava, affermando: "È evidente che io non debba vincere mai la Sanremo". Il futuro però, non fu così nero per il corridore di Cittiglio.....
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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