4 maggio 1957 - La Fléche Wallonne
21a Edizione (Charleroi - Liegi): 4 maggio 1957
Tanti partecipanti, ben 164, ma soprattutto il gotha del ciclismo mondiale, per un'attesissima edizione che non deluse le aspettative degli organizzatori. La giornata primaverile rappresentò, fin dalle prime battute, una spinta non indifferente e la media fu subito di nota. Dopo circa un centinaio di chilometri, su iniziativa di un ispirato Raymond Impanis, si formò al comando un drappello composto oltre che dal nobile corridore belga, dai francesi Renè Privat e Jean Bobet (fratello minore ed occhialuto del grande Luison, presente egli stesso alla Freccia, ma rimasto nel gruppo), dai fiamminghi Victor Wartel, Marcel Janssens e Jo Planckaert, nonché dall'italiano Nino Defilippis. La rappresentatività dei componenti, la qualità di taluni di loro e l'accordo che riuscirono ad instaurare nel loro tentativo, si dimostrò ben presto una solida base di successo. Ad una cinquantina di chilometri dal termine, quando la fuga veleggiava sui 5 minuti di vantaggio, Impanis, ruppe nuovamente il trend della corsa con un nuovo imperioso attacco. Stavolta riuscì a seguirlo il solo francese Privat. Ma il belga, nelle sue giornate migliori era un corridore sontuoso, e quel 4 maggio era una di queste. Sull'ultima asperità ripartì e stavolta anche per il bravo francese, non ci fu niente da fare. Gli ultimi chilometri di Impanis, sembrarono pedalati all'insegna dello "scusate il ritardo", rivolto ai tanti tifosi che lo aspettavano a Liegi. Un arrivo trionfale, il suo. A 47" Privat conquistò una meritata piazza d'onore, mentre il belga Wartel, a 2'40", conquistò il terzo gradino del podio.
Tanti partecipanti, ben 164, ma soprattutto il gotha del ciclismo mondiale, per un'attesissima edizione che non deluse le aspettative degli organizzatori. La giornata primaverile rappresentò, fin dalle prime battute, una spinta non indifferente e la media fu subito di nota. Dopo circa un centinaio di chilometri, su iniziativa di un ispirato Raymond Impanis, si formò al comando un drappello composto oltre che dal nobile corridore belga, dai francesi Renè Privat e Jean Bobet (fratello minore ed occhialuto del grande Luison, presente egli stesso alla Freccia, ma rimasto nel gruppo), dai fiamminghi Victor Wartel, Marcel Janssens e Jo Planckaert, nonché dall'italiano Nino Defilippis. La rappresentatività dei componenti, la qualità di taluni di loro e l'accordo che riuscirono ad instaurare nel loro tentativo, si dimostrò ben presto una solida base di successo. Ad una cinquantina di chilometri dal termine, quando la fuga veleggiava sui 5 minuti di vantaggio, Impanis, ruppe nuovamente il trend della corsa con un nuovo imperioso attacco. Stavolta riuscì a seguirlo il solo francese Privat. Ma il belga, nelle sue giornate migliori era un corridore sontuoso, e quel 4 maggio era una di queste. Sull'ultima asperità ripartì e stavolta anche per il bravo francese, non ci fu niente da fare. Gli ultimi chilometri di Impanis, sembrarono pedalati all'insegna dello "scusate il ritardo", rivolto ai tanti tifosi che lo aspettavano a Liegi. Un arrivo trionfale, il suo. A 47" Privat conquistò una meritata piazza d'onore, mentre il belga Wartel, a 2'40", conquistò il terzo gradino del podio.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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