19 marzo 1994 - Milano-Sanremo
85a Edizione: 19 marzo 1994
L'85esima edizione della Sanremo più che sui 191 partenti, si caratterizzò allo start e nelle fasi iniziali da due motivi in cui lo sport era solo destinatario. Il Tar aveva concesso la sospensiva sulla decisione di escludere la Festina per inadempienze contrattuali. Così la squadra affiliata ad Andorra fu al via. Nel frattempo, mentre la corsa senza particolari segni di cronaca si portava sulla Riviera Ligure, iniziò la polemica per l'annunciata nuova deviazione sull'autostrada, al fine di dribblare la protesta dei lavoratori della Piaggio, ancora in lotta ad un anno di distanza. Deviazione che avvenne e che oltre alla decisa presa di posizione dei sindacati, trovò sostegno nel Sindaco di Finale Ligure. La corsa intanto senza scossoni ed andatura non certo al fulmicotone, giunse al Berta, dove si incentivarono i tentativi, che alzarono nettamente il ritmo della gara, ma non determinarono iniziative serie. Trend che continuò anche sulla Cipressa, nonostante si fosse creato un drappello in avanscoperta con personaggi attesi come Chiappucci e Museeuw. Il gruppo giunse così praticamente compatto ai piedi del Poggio, dove gli uomini della Gewiss-Ballan, in particolare il russo Evgeni Berzin, prepararono l'affondo al predestinato Giorgio Furlan, dominatore giorni prima della Tirreno Adriatico. Ed il corridore trevigiano rispose pienamente alle attese con un unico scatto, ma tale da scavare una voragine sul gruppo. In cima al Poggio, dove lo aspettava la moglie che svenne per l'emozione (un mancamento che non le impedì dopo un passaggio in ospedale di unirsi ai festeggiamenti post vittoria del marito), il suo vantaggio era di 15", ma la sua andatura e l'esempio di forza dimostrato, annichilì gli inseguitori, al punto che il disavanzo sul traguardo raggiunse i 20", nonostante le scene di giubilo a braccia alzate e gli applausi al pubblico che attenuarono assai la sua pedalata negli ultimi 200 metri. Una grande vittoria, l'ultima a Sanremo con questo piglio. Cipollini, poi, superò Baffi per il posto d'onore.
L'85esima edizione della Sanremo più che sui 191 partenti, si caratterizzò allo start e nelle fasi iniziali da due motivi in cui lo sport era solo destinatario. Il Tar aveva concesso la sospensiva sulla decisione di escludere la Festina per inadempienze contrattuali. Così la squadra affiliata ad Andorra fu al via. Nel frattempo, mentre la corsa senza particolari segni di cronaca si portava sulla Riviera Ligure, iniziò la polemica per l'annunciata nuova deviazione sull'autostrada, al fine di dribblare la protesta dei lavoratori della Piaggio, ancora in lotta ad un anno di distanza. Deviazione che avvenne e che oltre alla decisa presa di posizione dei sindacati, trovò sostegno nel Sindaco di Finale Ligure. La corsa intanto senza scossoni ed andatura non certo al fulmicotone, giunse al Berta, dove si incentivarono i tentativi, che alzarono nettamente il ritmo della gara, ma non determinarono iniziative serie. Trend che continuò anche sulla Cipressa, nonostante si fosse creato un drappello in avanscoperta con personaggi attesi come Chiappucci e Museeuw. Il gruppo giunse così praticamente compatto ai piedi del Poggio, dove gli uomini della Gewiss-Ballan, in particolare il russo Evgeni Berzin, prepararono l'affondo al predestinato Giorgio Furlan, dominatore giorni prima della Tirreno Adriatico. Ed il corridore trevigiano rispose pienamente alle attese con un unico scatto, ma tale da scavare una voragine sul gruppo. In cima al Poggio, dove lo aspettava la moglie che svenne per l'emozione (un mancamento che non le impedì dopo un passaggio in ospedale di unirsi ai festeggiamenti post vittoria del marito), il suo vantaggio era di 15", ma la sua andatura e l'esempio di forza dimostrato, annichilì gli inseguitori, al punto che il disavanzo sul traguardo raggiunse i 20", nonostante le scene di giubilo a braccia alzate e gli applausi al pubblico che attenuarono assai la sua pedalata negli ultimi 200 metri. Una grande vittoria, l'ultima a Sanremo con questo piglio. Cipollini, poi, superò Baffi per il posto d'onore.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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