5 aprile 1908 - Milano-Sanremo
2a Edizione: 5 aprile 1908
Esattamente ad un anno di distanza, la seconda "Sanremo", raccolse i frutti della prima riuscitissima edizione: contro i 36 corridori italiani scesero in lizza 12 stranieri prestigiosi, nonché la squadra più forte (e lo resterà per tanti anni) del panorama internazionale: la francese Alcyon. Costei, capeggiata da un formidabile campione, il belga Cyrille Van Hauwaert (il primo dei grandi stradisti fiamminghi), per presentare i propri uomini in condizioni di grande efficienza, fece loro svolgere, a mo' di allenamento, il tragitto Parigi-Milano a tappe, passando attraverso la Costa Azzurra e la Riviera. Una preparazione impeccabile, dunque, che aprì la strada ad una metodologia per tanti aspetti ancora oggi in essere: ovvero raggiungere la condizione migliore per la Milano Sanremo, attraverso la partecipazione ad una gara a tappe, nei giorni precedenti la corsa. In chiave italiana, la seconda edizione, marcò allo start due significative assenze: il tortonese Giovanni Cuniolo e "Diavolo rosso" Gerbi. Il primo, si era recato in Australia per misurarsi con quel ciclismo di cui già tanto si parlava, mentre il secondo, stava scontando la squalifica per i poco edificanti fatti del Giro di Lombardia del 1907. Anche nel 1908, la "Sanremo" fu molestata dal maltempo, con raffiche di vento e pioggia gelata pressoché in continuazione. La cronaca, aldilà dei cedimenti e delle difficoltà del ciclismo di quei tempi, s'elevò su pochi spunti, ed ebbe come protagonista pressoché totale il belga Van Hauwaert. Sfruttando al meglio l'allenamento citato, il baffuto Cyrille, si dimostrò di quella categoria superiore, che gli eventi atmosferici avversi (34 dei 48 partenti furono costretti al ritiro), resero ancor più lucente. Sulla salita del Passo del Turchino attaccò e, con lui, rimase il solo francese Henri Lignon. Poco prima di Finale Ligure, Van Hauwaert staccò il transalpino (che poi crollerà senza concludere la corsa) e dopo una fuga di 146 chilometri, giunse trionfalmente a Sanremo, contenendo bellamente il grande ritorno dell'italiano Luigi Ganna, che finì secondo a tre minuti e mezzo.
Esattamente ad un anno di distanza, la seconda "Sanremo", raccolse i frutti della prima riuscitissima edizione: contro i 36 corridori italiani scesero in lizza 12 stranieri prestigiosi, nonché la squadra più forte (e lo resterà per tanti anni) del panorama internazionale: la francese Alcyon. Costei, capeggiata da un formidabile campione, il belga Cyrille Van Hauwaert (il primo dei grandi stradisti fiamminghi), per presentare i propri uomini in condizioni di grande efficienza, fece loro svolgere, a mo' di allenamento, il tragitto Parigi-Milano a tappe, passando attraverso la Costa Azzurra e la Riviera. Una preparazione impeccabile, dunque, che aprì la strada ad una metodologia per tanti aspetti ancora oggi in essere: ovvero raggiungere la condizione migliore per la Milano Sanremo, attraverso la partecipazione ad una gara a tappe, nei giorni precedenti la corsa. In chiave italiana, la seconda edizione, marcò allo start due significative assenze: il tortonese Giovanni Cuniolo e "Diavolo rosso" Gerbi. Il primo, si era recato in Australia per misurarsi con quel ciclismo di cui già tanto si parlava, mentre il secondo, stava scontando la squalifica per i poco edificanti fatti del Giro di Lombardia del 1907. Anche nel 1908, la "Sanremo" fu molestata dal maltempo, con raffiche di vento e pioggia gelata pressoché in continuazione. La cronaca, aldilà dei cedimenti e delle difficoltà del ciclismo di quei tempi, s'elevò su pochi spunti, ed ebbe come protagonista pressoché totale il belga Van Hauwaert. Sfruttando al meglio l'allenamento citato, il baffuto Cyrille, si dimostrò di quella categoria superiore, che gli eventi atmosferici avversi (34 dei 48 partenti furono costretti al ritiro), resero ancor più lucente. Sulla salita del Passo del Turchino attaccò e, con lui, rimase il solo francese Henri Lignon. Poco prima di Finale Ligure, Van Hauwaert staccò il transalpino (che poi crollerà senza concludere la corsa) e dopo una fuga di 146 chilometri, giunse trionfalmente a Sanremo, contenendo bellamente il grande ritorno dell'italiano Luigi Ganna, che finì secondo a tre minuti e mezzo.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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