Storia di Ludovico Vichi
Nato a Godo nel 1909, comincia a correre in bicicletta nel 1924 a quindici anni non compiuti. Con una bicicletta recuperata alla meglio corre a Bagnacavallo dove la Società Faveta organizza una gara aperta alla categoria dei liberi cioè corridori non tesserati. Vico centra il bersaglio e vince relegando alle piazze d'onore Aldo Bacchetti e Marino Marini. Nel 1926 si iscrive come allievo nella Società Sportiva Littorio di Forlì e nel 1927 coglie una prestigiosa affermazione vincendo il campionato emiliano allievi a Casalecchio di Reno. Nel 1928 è tesserato dilettante con il Velo Sport Reno di Bologna. Ottiene numerosi piazzamenti entro i primi cinque e a Roma, nella Coppa del Re che si corre a cronometro a squadre, contribuisce al secondo posto della sua società. Il 1929, con la forzata parentesi militare nel corpo dei bersaglieri, lo vede inattivo. L'anno dopo si iscrive allo Sport Club Aquilotti ma gareggia poco: demoralizzato, riflette a lungo sulla carriera di corridore che proprio non sembra offrire un convincente ritorno economico in rapporto alla fatica. Nel secondo semestre del 1930 e quindi fino a tutto il 1932 si allontana dalle corse per lavorare in campagna come trattorista. Agli inizi del 1933 l'amico Gaspare Babini lo invita più volte negli allenamenti e così Vico rinnova la tessera con gli Aquilotti. I risultati non tardano ad arrivare: ottiene un bel secondo posto a Jesi mentre a Pistoia nel G.P. Maino, dopo aver scollinato coi primi il San Baronto e la Collina, riesce a vincere sulla scia di una bella volata "tirata" da Babini. A Cattolica è brillante vincitore della Coppa OM e a Sestri Levante della Coppa Gigli quando, dopo aver staccato con Babini tutti gli avversari sulla salita della Colletta, taglia appaiato al compagno il traguardo. Nel finale di stagione vince ancora: prima a San Pietro in Vincoli e poi a San Pancrazio. Il 1933 è l'anno di Vichi: a coronare un rendimento positivo ecco la maglia azzurra con la convocazione per il campionato del mondo a Monthlery, vicino Parigi, dove l'attende però una sgradita sorpresa. E' riserva in quanto gli viene preferito Merlini che con Cimatti e Mealli costituisce la squadra. Nel 1934 torna al Velo Sport Reno e prende la tessera da indipendente assieme a Babini. Partecipa alla Milano-Sanremo: dopo Albenga è in un gruppetto di fuggitivi, potrebbe essere la fuga buona, ma gli si rompe la ruota ed è costretto al ritiro. Nella Milano-Torino va meglio e si piazza nono. La staffetta Firenze-Roma lo vede primeggiare nel tratto Perugia-Spoleto.
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