23 giugno 1907 - Corsa Nazionale
Tutti i più forti corridori italiani (tranne Rossignoli) scattano in piena notte (alle 3.16) da Vigentino. Partenza velocissima ma caotica: una caduta blocca subito Canepari, il gruppo si spezza in più tronconi e già a Pavia al comando sono una ventina di corridori tra i quali manca Pavesi, attardato da un incidente. Una caduta di Gerbi scatena la bagarre poco prima di Casteggio, Cuniolo e Galetti tentano di avvantaggiarsi ma presto il Diavolo Rosso corona positivamente il suo inseguimento e la situazione torna tranquilla. A Tortona è Cuniolo ad aggiudicarsi il traguardo a premi tra l'entusiasmo dei suoi concittadini mentre Pavesi è sempre attardato (accusa 8' di ritardo). Alle 6.40 il gruppo dei battistrada, composto ancora da una ventina di corridori, attraversa Alessandria mentre ad Asti (percorsi 138 km) i battistrada, causa forature ed incidenti vari, sono ridotti ad una decina: Cuniolo beffa Gerbi nello sprint per il traguardo a premi, lasciando alle spalle pure Gaioni, Chiodi, Della Casa, Canepari, Ganna, Massironi, Mirancelli, Galetti e Galazzi; a 15' giungono Rabaioli e Pirovano; a 20' Jacchino, Ponzini e Pavesi. Sulla salita di Dusino si sviluppa la selezione decisiva: Gerbi infatti scatta seguito soltanto da Ganna; il gruppo dei fuggitivi si spezza a più riprese; Massironi, Mirancelli e Della Casa cedono di schianto; Cuniolo, Galetti, Galazzi ed il sorprendente Chiodi riescono invece a riportarsi sui due attaccanti. A Torino, dopo 196 km, al comando sono in sei (Galazzi, Galetti, Cuniolo, Gerbi, Ganna e Chiodi) con oltre 15' di vantaggio. A Vercelli i battistrada vantano 11' su Ponti, 21' su Barlassina, 25' su Lonati, 42' su Pavesi e Massironi. Tutto ormai sembra demandato alla volata finale con Cuniolo favorito. Intanto inizia a piovere, gli ultimi km vengono percorsi sotto un violento temporale, i battistrada rallentano e si controllano. Gerbi si porta in testa, gli altri lo seguono in fila indiana sulla stretta banchina; a 10 km dalla conclusione la situazione è immutata e sembra inevitabile lo sprint finale. Ma improvvisamente, a poco più di 4 km dall'arrivo, Gerbi scatta e guadagna subito alcune decine di metri. Gli altri rimangono sorpresi e tergiversano; questa indecisione è fatale perchè permette al Diavolo Rosso di aumentare il suo margine. Mentre Chiodi si rialza esausto e Cuniolo non tira, Gerbi prosegue la sua azione, contiene il ritorno degli avversari e riesce a tagliare per primo il traguardo, permettendosi addirittura il lusso di rallentare negli ultimi metri, rendendo così ancora più amara la beffa ai battuti, staccati di soli 100 metri, e regolati da Galazzi.
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