24 marzo 2001 - Milano-Sanremo

Con Zabel grande favorito parte la "Sanremo" senza il Turchino, causa una frana, sostituito con l'inedita scalata del Bric Berton (m. 773). Non succede nulla fino a Capriata d'Orba (km 104) quando allungano Matveyev, Rittsel, Latasa e Kadlec. I quattro fuggitivi salgono verso Pian Castagna (3'55" di vantaggio) e Bric Berton. Dopo 158 km, sul Colle del Giovo, il gruppo ha un ritardo di 5', ad Albisola di 6'50", a Savona (km 180) sfiora i dieci minuti (9'50 vantaggio massimo dei fuggitivi). Il plotone riassorbe Voigt, solitario contrattaccante, ed inizia a recuperare. A Capo Berta (40km al traguardo) vengono ripresi Kadlec, Rittsel e Latasa, mentre Matveyev insiste nella fuga, con 1'30 di vantaggio. Ai piedi della Cipressa il gruppo ritorna compatto e mancano una trentina di km alla conclusione. In salita allunga Barbero, subito ripreso, poi attacca Hamburger seguito da Farazijn, Aerts ed O'Neill. Sui quattro si riportano Casagrande e Vinokourov e, successivamente, Bettini. Casagrande insiste e scollina con 15" su Bettini, Vinokourov e Farazijn, quando ormai mancano 22 km al traguardo. In discesa Savoldelli e Balducci rientrano sui fuggitivi, poi il gruppo si ricompatta. Prima di affrontare il Poggio prova a scattare Mattan, ma il belga viene ripreso sui primi tornanti della salita. Gli uomini della Telekom controllano la corsa per Zabel, sempre attento nelle prime posizioni. Colombo tenta l'azione di forza nelle ultime rampe del Poggio e scollina primo davanti a Van Petegem, Bartoli, Bettini, Rebellin e Petito. Si scende in lunga fila indiana, ma l'andatura non è particolarmente elevata e qualche ritardatario, come Cipollini, può rientrare sui primi. Scatto di Dekker a l'ultimo km; niente da fare e volatone finale lanciato da uno splendido Fagnini e dagli altri Telekom. Tutto facile per Zabel che centra un grande poker precedeno Cipollini, il quale si lamenta per essere stato danneggiato da Planckaert che, in effetti, viene retrocesso per scorrettezze.
Senza conseguenze una paurosa caduta ai 250 metri che vede coinvolti una quindicina di atleti (tra i quali Zanini, Konyshev, Rebellin, Tchmil e Guidi).
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