30 marzo 1913 - Milano-Sanremo

Si parte, come al solito, alle sei meno qualche minuto e anche per quest'anno il cielo è sereno e le strade sono in buono stato. Per i primi settanta ottanta chilometri il ritmo è elevato ma non proibitivo per cui il gruppo è ancora compatto. La svolta della corsa si ha nei pressi di Ovada dove Lapize si imbatte in una foratura. Per impedirne il rientro, i colori "bleu cielo" della Alcyon si gettano allora in una rumba infernale che seleziona il gruppo più della salita del Turchino dove in cima passano nell'ordine Louis Heusghem, Gremo Defraye, Calzolari, Mottiat, Galetti e Agostoni seguiti a brevissima distanza da Verde e Tribouillard. Nel frattempo, Girardengo, che era rimasto coinvolto in una caduta a Capriata rompendo una ruota (astutamente ed abusivamente sostituita), insegue con Lapize e Oriani; si ritirerà a Cogoleto. Sullo strappo dei Piani d'Invrea vanno via Mottiat, Defraye, Heusghem, Calzolari e Gremo. I tre stranieri della Alcyon hanno tutto l'interesse a mantenere sostenuto il ritmo e la fuga prende corpo incurante dei passaggi a livello e degli asfissianti saliscendi prima di Savona. E' anche il giovane Angelo Gremo che tira, ma è soprattutto Heusghem a prodigarsi per i due compagni di squadra. Ben presto infatti il belga si esaurisce e dopo Albenga, è costretto a cedere. A questo punto il tandem della Alcyon decide di liberarsi dei due italiani che sull'impennata di Capo Berta devono alzare bandiera bianca. La corsa diventa così una questione in famiglia tra Mottiat e Defraye con quest'ultimo che prevale di poche decine di centimetri in uno sprint tirato. Per il terzo posto Corlaita, che nel frattempo aveva riagguantato Gremo e Calzolari, si impone abbastanza agevolmente. I tre italiani arrivano con un ritardo di cinque minuti dal vincitore. Anche per merito del vento a favore lungo la Riviera, è stata una corsa velocissima che fa segnare una media record destinata a durare nel tempo (31,143 km/h).

tratto da:
C'era una volta la Milano-Sanremo, Carlo Delfino, Grafica D.G.S., Varazze, 1999
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