22 luglio 1945 - Trofeo Baracchi

In ottantotto rispondono all'invito degli organizzatori dell'Unione Ciclistica Bergamasca ed il nome sul quale convergono i pronostici della vigilia è quello di Michele Motta, il milanese dal fisico asciutto ma tenace che ha già vinto il Trofeo Baracchi per due volte. In particolare il corridore dell'U.S. Azzini di Milano viene indicato come l'uomo da battere per via del tracciato che misura 152 km inaspriti nella parte finale dalla salita della Valle Taleggio.
Si parte alle 12.45 in una giornata caldissima, ma il ritmo impresso alla corsa, nella fase d'avvio, è elevato. Il gruppo procede in fila indiana lungo le strade della Valle S.Martino attraverso la quale si raggiunge Lecco. Nel ritorno verso Bergamo gli scatti si susseguono più intensi ed a Brivio nasce una fuga ben assortita. A promuoverla sono il bergamasco Marangoni e De Benedetti che pedalando in perfetto accordo fanno incetta dei numerosi traguardi a premio disseminati lungo il percorso.
I battistrada conducono fno a Bergamo, poi, lungo la salita di Colle Aperto, il gruppo si avvicina sensibilmente ai fuggitivi che passano ancora in testa, al Gran Premio della Montagna, ma sono riassorbiti nella successiva discesa. Si sale lungo la Valle Brembana e ad agitare le acque è Gelsomino Locatelli che con passo deciso lancia la sfida al resto dei concorrenti. Il corridore del Pedale Monzese spinge con determinazione e il suo vantaggio sale ad oltre un minuto, all'inizio della Valle Taleggio che viene affrontata dal fuggitivo a forte andatura. Locatelli si disunisce però lungo i tornanti, la sua azione si appesantisce ed il suo vantaggio incomincia a scendere. Alle sue spalle il gruppo si è sgranato sotto l'incalzare di Motta che ha rotto gli indugi ed è passato all'attacco. L'azione di Motta risulta fatale per molti corridori, solo il siciliano Mario Fazio, Conte e Baito resistono al ritmo infernale del milanese. Al G.P.M. Locatelli è ancora solo ma lungo il plano su Brembilla viene raggiunto da Motta, Conte, Fazio e Baito. In cinque si apprestano ad affrontare il finale.
Alle spalle dei fuggitivi si è nel frattempo creato il vuoto: solo Antolini e Rebella riescono a rinvenire sulla testa della corsa. A Sedrina Oreste Conte rimane vittima di un incidente e deve fermarsi per cambiare la ruota posteriore resa inservibile da una buca che non è riuscito ad evitare, mentre poco più avanti anche Fazio e Baito perdono contatto, lasciando soli al comando Motta e Locatelli. I due proseguono di comune accordo e si giocano la vittoria sul rettilineo di via Torquato Tasso dove è ancora una volta posto il traguardo finale.
Motta con uno scatto deciso fa secco il generoso e combattivo Locatelli e per la terza volta iscrive il proprio nome nell'albo d'oro della corsa.
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