22 settembre 1946 - Trofeo Baracchi

Solo 17 corridori compongono l'elenco dei partecipanti alla quinta edizione del Trofeo Baracchi. I dirigenti dell'Unione Ciclistica Bergamasca che nella lunga, laboriosa e difficile fase di allestimento non hanno trascurato nulla, non si rammaricano più di tanto per il disinteresse riservato alla loro corsa e fanno buon viso a cattiva sorte, pensando che in fondo ad avere torto sono sempre gli assenti.
La sparuta schiera dei partenti viene messa alla frusta subito dopo il via dai più intraprendenti che cercano l'evasione solo per intascare qualche traguardo a premio, disseminato nella prima parte del tracciato. Lungo la strada che da Bergamo conduce a Sarnico, prima di approdare in riva al Sebino, escono dal gruppo Ausenda, Carlotti e Regonesi. I tre collaborano e distanziano sempre di più il resto dei concorrenti. A Sarnico una foratura costringe Regonesi a fermarsi e ad abbandonare la testa della corsa. Stessa sorte tocca, poco più avanti, a Gino Carlotti e così Ausenda rimane tutto solo al comando. Il corridore di Brivio sulle prime non pare tanto convinto a proseguire: al traguardo mancano ancora parecchi chilometri e cimentarsi in un'impresa solitaria del genere potrebbe essere una follia. Il portacolori del Pedale Monzese rompe tuttavia gli indugi e si mette a pedalare con decisione. Lungo la strada che costeggia il lago Ausenda dimostra le sue doti di passista, facendo sfoggio di una tenacia ed un coraggio davvero ammirevoli. Il battistrada non accusa battute a vuoto anche sulla salita del Filone, così arriva a Clusone in netto vantaggio sul primo degli inseguitori che è il bergamasco Enrico Tua, il cui ritardo è di due minuti.
Mancano ancora parecchi chilometri al traguardo e alle spalle del battistrada si è, nel frattempo, formato un drappello di sette corridori composto da Tua, Gianni Mangili, Tarcisio Locatelli, Vittorio Colleoni, Bruno Alberti, Gino Carlotti e Fumagalli, con quest'ultimo compagno del battistrada che non collabora nella rincorsa. Ma Ausenda non accusa cedimenti, continua imperterrito nella sua azione, aumenta il vantaggio portandolo addirittura a quattro minuti. Solo nel finale, il battistrada rallenta un pò il ritmo perchè ormai la vittoria non può più sfuggirgli e taglia vittoriosamente il traguardo con 3'30" su Mangili che con una bella progressione vince lo sprint dei battuti.
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