24 luglio 2011 - G.P. Inda
Si corre il Gran Premio Inda-Trofeo Aras Frattini giunto alla 49ema edizione ed organizzato dalla S.C. Caravatese-Inda del presidente Massimiliano Savioli che ha perso la qualifica di gara internazionale e variato il percorso di gara eliminando il tratto che si svolgeva in Valcuvia per allungare leggermente il circuito nella parte che si affaccia sul Lago Maggiore. Gara scoppiettante fin dalle prime pedalate tanto che appena scattata la corsa dopo il via dato da Daniela Mendozza, sindaco di Caravate, si formano già dei gruppetti che tentano la fuga, tentativo che riesce ad un plotoncino composto da Mattia Pozzo (Viris Vigevano), Federico Butto' (Parmense), Simone Marin (Pregnana), Lorenzo Piotti e Mauro D'Urbano (Team Cerone) che guidano la corsa per qualche chilometro prima di sfaldarsi sotto la spinta di alcuni corridori usciti dal gruppo e venuti a dare manforte al superstite Mattia Pozzo che continua così nella sua spavalda avventura continuando la fuga in compagnia di Daniele Zuanon e Olexandr Polivoda (Mantovani), Marino Pavan (Gavardo), Mauro D'Urbano e Stefano Porello (Team Cerone), Alessio Vescovo (Team Idea) mentre il gruppo naviga sempre a circa 2 minuti dai battistrada. Intorno al chilometro 94 si rialzano D'Urbano e Porello (Team Cerone), ma al comando rimangono in sette perché sono subentrati l'uzbeco Ruslan Karimov (Team Idea) e il bielorusso Stanislau Bazhkou (Podenzano), usciti prepotentemente dal gruppo per ricongiungersi col drappello di testa che vanta sempre circa 1'30" sul primo gruppo degli inseguitori, in quanto il gruppo si è frazionato in più tronconi. I battistrada iniziano l'ultima tornata e il vantaggio cala, fino a scendere a 30" quando l'arrivo dista solamente 9 chilometri e il gruppo sembra molto determinato nell'inseguimento. I battistrada hanno un sussulto e tirando in pieno accordo riportano il vantaggio intorno ai 45 secondi. La situazione rimane però molto incerta, al traguardo mancano ancora 6 chilometri e tutto è ancora possibile. I battistrada riescono a raggiungere l'ultimo chilometro ancora insieme con l'aggiunta di Michele Simoni (Lucchini Maniva Ski), appena rientrato, e vanno a contendersi la vittoria con Mattia Pozzo che, a circa 250 metri dalla linea bianca, scatta deciso. Pozzo sa che contro velocisti del calibro di Karimov e del suo compagno Vescovo non ha alternativa, alcuni inseguitori come Simoni e l'albanese Basmir Banusci (UC Valle Seriana) sono rientrati ed altri sono li ad un tiro di schioppo e gioca la carta della sorpresa; si immette a forte andatura nell'ultima curva, gli avversari sono sorpresi, solo Polivoda comprende la situazione o, forse, solo lui ha le forze di rispondere all'affondo di Mattia ma non gli riesce l'aggancio, come non riesce a Simoni, in debito d'ossigeno per il forte recupero proprio nelle ultime battute e Mattia Pozzi vince precedendo nell'ordine Polivoda, Simoni, Karimov e Bazhkou.
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