30 marzo 2014 - Gent-Wevelgem

Edizione numero 76 della Gent-Wevelgem, terza grande classica WorldTour della stagione. Considerata la più semplice delle grandi classiche sul pavé, la corsa non vede al via uno dei grandi favoriti: si tratta di Mark Cavendish bloccato da un'infezione virale che lo affligge da alcuni giorni. Favorito numero uno è Peter Sagan, fresco vincitore del GP E3 Harelbeke. Dopo alcuni tentativi falliti, la fuga di giornata parte dopo sette chilometri, con Marcel Aregger (IAM Cycling), Manuele Boaro (Tinkoff-Saxo), Sebastian Lander (BMC) e Jaco Venter (MTN-Qhubeka) vengono lasciati andare. La prima reazione in gruppo avviene nella prima scalata del Kemmelberg. Con i fuggitivi a circa sette minuti, in gruppo si prova a smuovere la situazione, con Tom Boonen in persona a testare la gamba, sua e degli avversari. L'ex iridato scollina in testa, seguito da vicino da corridori di primo piano come Fabian Cancellara (Trek), Arnaud Démare (FDJ.fr) e Thor Hushovd (BMC), già pronti alla bagarre. Comunque, non succede nulla e sin dalla discesa si rialzano, permettendo al gruppo di ricompattarsi e rinfoltirsi. Davanti intanto Boaro prova un primo forcing, costringendo alla resa Lander. Intanto in gruppo si arriva sul Banenberg, primo muro di un trittico cruciale se si vuole evitare la volata, senza troppa convinzione, tanto che attaccano Lloyd Mondory (Ag2r La Mondiale), Andriy Grivko (Astana), Silvan Dillier (BMC) e Antonino Parrinello (Androni-Venezuela) alla ricerca del ricongiungimento con la testa della corsa. Ma poco dopo a rilanciare l'azione tra i fuggitivi è nuovamente Boaro che rimane da solo e trova un buon ritmo che gli consente di mantenere un certo vantaggio sul gruppo che adesso fa sul serio e accellera in vista della seconda tornata del Kemmelberg. Arrivano così le prime cadute, tra cui una che coinvolge Filippo Pozzato (Lampre-Merida) e Luca Paolini (Katusha), avvenuta proprio quando la Belkin decide di indurire ulteriormente la corsa. A circa 40 chilometri vengono dunque ripresi gli inseguitori, con il solo Boaro che resta in testa alla corsa, e sullo strappo è Sep Vanmarcke (Belkin) a provare a forzare. La sua azione è veemente e alla sua ruota restano praticamente solo Fabian Cancellara (Trek), John Degenkolb (Giant-Shimano), Peter Sagan (Cannondale), Zdenek Stybar (OmegaPharma-QuickStep) e Greg Van Avermaet (BMC), con Tom Boonen a guidare l'inseguimento, pur senza soffrire né concedere particolarmente.
Finite le asperità, restano 35 chilometri di quasi esclusiva pianura e in gruppo c'è la conta per capire chi c'è. Il rallentamento permette a quasi tutti i velocisti più attesi di rientrare, così come ad altri di attaccare. Andrey Amador (Movistar), Stjn Devolder (Trek) e nuovamente Dillier provano così a sorprendere gli altri. Rapidamente riescono a guadagnare fino a quaranta secondi ad una dozzina di chilometri dalla conclusione, ma a questo punto in gruppo sembrano nascere le alleanze e tutte le squadre dei velocisti mettono almeno un uomo a tirare, iniziando a ridurre il distacco. Davanti continuano a tirare a tutta, con Devolder che sembra il più coriaceo, e una nuova caduta ai -8 km, che coinvolge Andrè Greipel (Lotto Belisol) e Tyler Farrar (Garmin-Sharp), sembra favorirli, ma la speranza dura in realtà poco. La stanchezza si inizia infatti a far sentire e il distacco cala nettamente, permettendo al gruppo di riportarsi a vista. A quel punto c'è tempo per rifiatare leggermente e riorganizzarsi, prima di andarli a riprendere in vista dello striscione dell'ultimo chilometro, dove la velocità si impenna nuovamente in vista di uno sprint finale che si annuncia tuttavia convulso vista l'assenza di una squadra in grado di organizzarlo. Il gruppo si gioca tutto in una volata in cui ad avere la meglio è John Degenkolb, abile a prendere la ruota di Peter Sagan (Cannondale) prima di scegliere alla perfezione il momento giusto per uscirne. Alle spalle del corridore della Giant - Shimano si piazza un ottimo Arnaud Démare (FDJ.fr), in forte rimonta, che tuttavia si deve arrendere al tedesco, che può alzare le braccia al cielo con lo slovacco a chiudere il podio.
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